sabato 30 dicembre 2017


                                                    GLI STILI DI APPRENDIMENTO

Lo stile cognitivo influenza lo stile di apprendimento, cioè il metodo con cui noi apprendiamo un dato argomento.

Gli stili cognitivi si suddividono in:

                    

IN BASE ALLE FUNZIONI

· STILE LEGISLATIVO: la persona prende decisioni, ha regole autonome e rifiuta problemi pre-strutturati, elogia la creatività.

· STILE ESECUTIVO: proprio di chi applica volentieri le regole e preferisce ricevere istruzioni.

· STILE GIUDIZIARIO: tipico di chi tende a valutare le regole, procedure ed idee, formulare idee, critiche, esprimere opinioni e valutare le persone in base al loro operato.

IN BASE ALLE FORME

· STILE MONARCHICO: proprio delle persone che si dedicano completamente ad un'impresa, non amano aiuti o intromissioni.

· STILE GERARCHICO: definito da una gerarchia di obbiettivi, a volte in contrasto da un organizzazione e una sistematicità nella risoluzione dei problemi.

· STILLE OLIGARCHICO: caratterizzato da più obbiettivi, a volte in contrasto fra loro. Devono esserci delle indicazioni nette per una corretta riuscita degli obbiettivi.

· STILE ANARCHICO: proprio di persone motivate dai bisogni e obbiettivi. L'approccio ai problemi è casuale, creativo e innovativo.

IN BASE AI LIVELLI

· STILE GLOBALE: preferenze per questioni vaste ed astratte e non, la persona che la possiede, non ama i dettagli.

· STILE LOCALE O ANALITICO:attento ai dettagli, ma rischia di perdere di vista l'insieme.

IN BASE AGLI SCOPI

· STILE INTERNO: proprio di persone poco socievoli e che preferiscono lavorare da sole.

· STILE ESTERNO: proprio di persone estroverse e sensibili alle questioni sociali.

IN BASE ALLE INCLINAZIONI

· STILE LIBERALE: tipico di chi ama i cambiamenti e non bada alle regole.

· STILE CONSERVATORE: tipico di chi si conforma alle regole già esistenti.


                                                          GLI STILI COGNITIVI
L'apprendimento è influenzato dagli stili cognitivi, ovvero dalla modalità con cui si elaborano delle informazioni. Lo stile cognitivo non cambia e ognuno ha il suo, ma possiamo comunque eleborare alcuni modelli frequenti tra le persone:
  • stile globale/analitico: una persona dello stile globale tenderà a cogliere solo l'essenziale del testo studiato, mentre una dallo stile analitico entrerà nei dettagli e ragionerà con la logica.
  • stile dipendente/indipendente dal campo: se si ha difficoltà a cogliere gli argomenti si è dipendenti dal campo, al contrario se sono ben compresi si è indipendenti dal campo.
  • verbale/visuale/cinestetico: di dice preferenza verbale, quando si impara meglio un dato argomento leggendolo; si dice preferenza visiva quando si impara meglio attraverso delle immagini; si dice preferenza cinestetica quando si impara meglio eseguendo determinati compiti.
  • convergente/divergente: una persona dallo stile convergente affronta i problemi imposti in modo logico ma poco creativo, una persona dallo stile divergente invece affronterà i problemi in modo creativo.
                                                COME SI IMPARA A LEGGERE
Un buon lettere deve saper riconoscere i connettivi, che indicano il percorso del testo. In particolare segnano:
  • le relazioni logiche: "tuttavia" in contesto con "quindi".
  • lo sviluppo testuale: "in primo luogo" segna l'inzio, "ad esempio" spiega la funzione di un passaggio e "per concludere" il finale.
Se conosciamo i concetti di conseguenza sapremo comprendere meglio il testo. Questa abilità conferisce al lettore la capacità di fare proprio il significato.
Ciò conferisce atteggiamenti positivi e anche la capacità di formulare ipotesi e di correre il rischio di sbagliare. La condivisione di un testo con altro può portare a un nuovo livello di comprensione.
                                                    IMPARARE A IMPARARE
In questi anni, l'apprendimento e dunque il metodo di studio, sono importantissimi, perché, in questo mondo in continua evoluzione, si tende a dimenticare le cose facilmente. A questo proposito i pedagogisti moderni sottolineano l'importanza delle "teste ben fatte", ovvero delle teste capaci di imparare in modo efficiente.
 La capacità di imparare fu definita dalla "Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006" come "l'abilità di prevedere nell'apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento anche con un gestione efficace del tempo e delle informazioni, sia a livello individuale che in gruppo".
Imparare ad imparare significa:
  • il sapere, ovvero le conoscenze.
  • il saper fare, ovvero l'applicazione delle conoscenze.
  • il saper essere, ovvero le convinzioni, gli atteggiamenti e le motivazioni.
La capacità di imparare ad imparare richiede abilità cognitive, che riguardano il modo di gestire le conoscenze e di apprendere e le abilità metacognitive che riguardano invece la valutazione dei propri progressi.
Il ruolo dell'insegnante diventa dunque quello di insegnare ad imparare, cioè aumentare l'autostima dell'alunno.
Il ruolo dell'insegnante deve essere:
  • integrato: insegnare in modo interdisciplinare e insegnare all'alunno a passare da una materia ad un' altra.
  • eperienziale: favorisce una riflessione sulle esperienze e lo sviluppo del pensiero critico.
  • esplicativo: stimola gli studenti a una cognizione di se e di quello che si sta facendo e fa maturare la capacità di condivisione e socializzazione.

                                              STUDIARE: COME E Perché?

                LA MOTIVAZIONE E GLI ALTRI FATTORI DI APPRENDIMENTO

Le motivazioni e le attribuzioni rientrano nel insegnare ad imparare, ma anche nell'apprendimento stesso.
Per imparare sono necessari gli stili cognitivi, ma anche le emozioni, ed è per questo che, sia per imparare che per insegnare, bisogna capire emotivamente i fattori che stanno dietro ad un insuccesso e agire di conseguenza.

mercoledì 6 dicembre 2017

                                                            I RAGAZZI DEL CORO
Francia, 1949. Un compositore fallito viene assunto come sorvegliante in un istituto di rieducazione per minori. Inizialmente il sorvegliane si trova a disagio con la classe: è disperato e non sa come comportarsi con gli alunni. Decide quindi di creare un coro, e così, con la dolcezza delle sue lezioni di musica, riesce a conquistare l'animo anche degli studenti più difficili.
  L'opera prima di Christophe Barratier è stata un vero e proprio fenomeno in patria: campione di incassi sia la pellicola, sia il cd della colonna sonora, è la scelta della Francia per concorrere all'Oscar.
Il film funziona nelle parti in cui emerge il legame fra il professore e i suoi allievi: nelle lezioni di armonia musicale e umana, nell'insegnamento del rispetto, nella capacità di ascoltare canto e cuore dei bambini difficili.

domenica 26 novembre 2017

                           LA MOTIVAZIONE SOCIALE E IL VOLONTARIATO

La motivazione intrinseca è alla base del volontariato, cioè un'attività (che rientra nel terzo settore) dedicata all'aiuto di chi è in difficoltà. 
Il volontariato è regolato dalla legge n.26 dell'11 agosto 1991 e prevede:

  • totale gratuiticità delle prestazioni fornite.
  • divieto di retribuzione dei lavoratori.
  • democraticità della struttura associativa, elettiva e gratuiticità delle cariche.

IL RISCATTO DI CELSO  Il filosofo Origene si è impegnato nella difesa della nuova religione, il cristianesimo, contro gli attacchi del paga...